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REGIONE LOMBARDIA - INVESTIMENTI NELLE AZIENDE AGRICOLE PER LA DIVERSIFICAZIONE IN ATTIVITA' NON AGRICOLE

  • Immagine del redattore: ZERODUE
    ZERODUE
  • 17 ott 2024
  • Tempo di lettura: 3 min

Regione Lombardia promuove l'intervento “Investimenti nelle aziende agricole per la diversificazione in attività non agricole”, misura finalizzata ad incentivare gli investimenti per le attività di diversificazione aziendale che favoriscono la crescita economica e lo sviluppo sostenibile nelle zone rurali, contribuendo anche a migliorare l'equilibrio territoriale, sia in termini economici che sociali.


In tale contesto è prevista la concessione del sostegno agli investimenti per la creazione, la valorizzazione e lo sviluppo delle seguenti tipologie di attività agricole:


  • Agriturismo;

  • Agricoltura sociale;

  • Attività educative/didattiche;

  • Attività turistico-ricreative e attività legate alle tradizioni rurali e alla valorizzazione delle risorse naturali e paesaggistiche.


Potranno presentare domanda di finanziamento sia le imprese agricole individuali, che le società agricole di persone, di capitali o cooperative.


I soggetti richiedenti, alla data di presentazione della domanda, dovranno essere in possesso dell'attestato della qualifica IAP (anche sotto condizione) rilasciato dall'Ente competente ed essere in possesso del certificato di connessione tra l'attività agricola e quella agrituristica in corso di validità, ed aggiornato relativamente al servizio ed al fabbricato oggetto di richiesta di finanziamento.


Saranno ammissibili al finanziamento i seguenti investimenti, coerenti rispetto all'attività agrituristica prevista dal certificato di connessione:


  • ristrutturazione, restauro o risanamento conservativo e interventi di manutenzione straordinaria di fabbricati aziendali esistenti da destinare ad uso agrituristico;

  • realizzazione di volumi tecnici, ampliamento e adeguamento di servizi igienici, realizzazione di impianti tecnologici (impianti termici, idrosanitari, elettrici), anche attraverso l’introduzione di tecnologie performanti in termini di risparmio energetico da utilizzare esclusivamente per l’attività agrituristica;

  • installazione di impianti a pannelli solari termici (collettore solare) per la produzione di acqua calda da impiegare esclusivamente nell’attività agrituristica;

  • investimenti per impianti di riscaldamento (caldaie a legna e cippato);

  • predisposizione, in ambito aziendale, di aree attrezzate per l’agricampeggio e la sosta di roulotte e caravan e aree picnic (pavimentazione ed impianti, barbecue se fisso);

  • realizzazione di percorsi aziendali ciclopedonali e ippoturistici, compreso il loro allestimento (es. cartelli, panchine, ecc.);

  • acquisto di grandi elettrodomestici con classe di efficienza energetica C o superiore, provvisti di codice seriale, funzionali all’attività agrituristica prevista dal certificato di connessione;

  • allestimento di aree verdi e spazi esterni per la ristorazione e la prima colazione agrituristica, con opere/impianti (es. illuminazione) ed interventi che non necessitino di titoli abilitativi edilizi;

  • investimenti per l’acquisto di attrezzature volte al risanamento degli ambienti funzionali all’attività agrituristica prevista dal certificato di connessione (es. sanificatori, impianti di purificazione dell’aria, lampade UV).


Potranno essere inserite anche le spese di progettazione e direzione lavori (compresi piano di sicurezza e costi di certificazione energetica) che verranno riconosciute fino ad un massimo calcolato in percentuale sull'importo della spesa ammessa (escluse spese in pubblicità, acquisto di macchine ed attrezzature e costituzione di polizze fideiussorie), in una forbice che va dall'8% per investimenti fino a 100.000 euro fino al 3% per investimenti oltre i 500.000 euro relativi alle opere e dall'3% (spese ammesse fino a 100.000 euro) fino al 3% (spese ammesse oltre i 500.000 euro) per gli impianti.


Gli interventi dovranno essere iniziati (e le spese sostenute) dopo la data di presentazione della domanda, ad eccezione delle spese per la redazione del progetto e per le indagini tecniche e specialistiche a supporto del progetto, che devono comunque essere state sostenute dopo il 6 agosto 2024.


La dotazione finanziaria complessivamente messa a disposizione è pari a 5 milioni di euro, salvo ulteriori rifinanziamenti.


L'agevolazione si configura in un contributo a fondo perduto in percentuale variabile dal 40% al 60% e fino ad un massimo di 300.000 euro, come segue:


  • 40% per impresa in zona non svantaggiata;

  • 50% per impresa condotta da giovane agricoltore;

  • 50% per impresa in zona svantaggiata;

  • 60% per impresa condotta da giovane agricoltore in zona svantaggiata.


Le domande potranno essere presentate esclusivamente per via telematica, attraverso l'apposito portale messo a disposizione dall'Ente, a partire dal 13 novembre 2024 e fino alle ore 16:00 del 31 marzo 2025.


La procedura istruttoria prevede una valutazione di merito in base ad una serie di criteri ed ogni domanda, per poter essere inserita nella graduatoria di ammissibilità, dovrà raggiungere una soglia di punteggio minimo pari a 15 punti (punteggio massimo pari a 100). Per l'accesso al finanziamento le domande sono ordinate in due graduatorie decrescenti (in base alle aree geografiche) redatte sulla base del punteggio attribuito e, a parità di punteggio nella graduatoria, verrà data la precedenza all'impresa con titolare/socio amministratore più giovane.


Il contributo verrà erogato ai sensi del nuovo regime de minimis (Regolamento UE n. 2023/2831 del 13 dicembre 2023).



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